L'arte della tessitura tra le antiche mura della filanda

L’arte della tessitura in Calabria è tra le più antiche forme artigianali presenti nel suo territorio. A testimoniare l’antichità di tale espressione artistica, sono i tanti “contrappesi” da telaio, realizzati in terracotta ritrovati durante gli scavi archeologici di Amendolara, in provincia di Cosenza, che risalgono al VII-VI secolo a.C.
Diffusa ancora oggi sull’intero territorio regionale, con produzioni tessili che si differenziano a secondo della località di produzione, è considerata un’arte che meglio rappresenta la cultura e le tradizioni calabresi.
In provincia di Reggio Calabria, rientra nelle forme dell’artigianato di origine greca, vicina anche all’arte contadina, meglio nota come “arte dei pastori”.
Un’arte tessile che viene suddivisa in “arte della seta”, ritenuta più nobile grazie alla preziosità della materia prima utilizzata e “tessitura popolare” che invece veniva fatta con la lana, il lino, il cotone e soprattutto con la ginestra.
Nel sud Italia la seta venne introdotta, nel XII sec. da Ruggero II, re di Sicilia, aiutato da alcuni artigiani fatti venire appositamente dalla Grecia.
Nel reggino si suppone che il baco da seta fosse stato importato dagli Ebrei e che la tessitura divenne presto unica merce di scambio e fonte di ricchezza.
Quando si sviluppò l’allevamento del baco da seta, quasi tutte le famiglie si occupavano dell’allevamento del baco, in quanto era una importante fonte di reddito. Con il passare del tempo si riuscì ad ottenere dal bozzolo una fine seta e ben presto le donne impararono a tessere questo prezioso materiale.
Quest’arte si diffuse anche a Scilla e giunse fino ai primi decenni di questo nostro secolo, e si sviluppò modo velocemente. L’artigiano che più si distinse in questo mestiere fu Raimondo Anastasi, che proprio dove oggi sorge il B&B La Filanda, operava con i suoi telai, in stretta collaborazione con la moglie Paola Zagarella, che si occupava di allevare il baco, lavorarlo fino a farlo diventare prezioso filo, utilizzato poi nei loro antichi telai. Raimondo Anastasi era così famoso, che la sua bravura nell’arte della tessitura, colpì l’attenzione del Principe Umberto di Savoia, che quando giunse a Scilla, durante un suo viaggio in compagnia della moglie Maria Josè, ripartì portando con se, una coperta fatta proprio da Raimondo Anastasi che disegnò e realizzò personalmente per la nobile coppia.